Immaginiamo un centro di ricerca che lavori costantemente sullo sviluppo di nuove tecnologie.

Immaginiamo di dover trasferire queste tecnologie ad un’azienda al fine di portare le nuove competenze sul mercato e creare un vantaggio per l’impresa. I due sistemi devono poter collaborare e devono poter farlo su un terreno che sia proficuo per entrambi.

E’ un passaggio delicato, come si affronta?

I centri di ricerca, così come le università, sono ambiti all’interno dei quali si sviluppano conoscenze, tecnologie, competenze. Ma tutto ciò è sviluppato prevalentemente sotto forma di progetto e di proprietà intellettuale. Il passaggio che permette il trasferimento di certe competenze al mondo delle imprese prende il nome di “Technology Transfer”.

Si definisce con trasferimento tecnologico “il meccanismo attraverso il quale la competenza sviluppata da un soggetto specifico viene traferita interamente o in parte ad un altro soggetto per permettere a quest’ultimo di beneficiarne”

In un momento storico in cui le imprese si trovano a fronteggiare le tematiche inerenti all’innovazione anche e soprattutto sotto forma di ibridazione e compenetrazione tecnologica, ecco che la gestione del technology transfer diventa elemento centrale, da cui ovviamente scaturisce il grado di innovazione delle aziende stesse.

Un’impresa si definisce innovativa se è in grado di rappresentare e comprendere all’interno dei suoi processi tecnologie di natura diversa.

Passiamo a degli esempi concreti.

Il politecnico di Torino, con il suo incubatore di startup, è stato negli ultimi tempi partner fondamentale i processi di technology transfer con molte aziende, tra cui EIDOS.

Il primo processo virtuoso messo in atto tra Eidos e Politecnico è stato sviluppato sul piano del marketing. Biancorosso è una start up che si occupa di architettura. Attraverso l’utilizzo della realtà virtuale sviluppa sia app che rendering che permettono di pre-visualizzare gli interni arredati di una casa. Eidos ha fatto maturare tali competenze per mettere a punto un nuovo concept per la brochure aziendale. Un documento stampato contenente un QR code attraverso il quale scaricare l’App Eidos AR. Il cliente ha così modo attraverso il proprio dispositivo di inquadrare delle foto e di pre-visualizzare le linee di prodotti dell’azienda in Realtà Aumentata, potendo interagire con gli stessi.

I vantaggi di uno strumento del genere sono evidenti. Primo fra tutti la possibilità di aggiornare costantemente un prodotto (quello della brochure stampata), che rischia di diventare obsoleto molto in fretta.

Inoltre la brochure realizzata con l’ausilio della realtà aumentata permette anche di tenere traccia delle visualizzazioni e dei clienti prospect.

Il secondo esempio di collaborazione e di trasferimento tecnologico tra il Politecnico ed Eidos riguarda invece l’e-learning e prende il nome di Eidos Academy.

Una piattaforma realizzata per la somministrazione di corsi professionali on-line verrà utilizzata per la creazione di una piattaforma aziendale attraverso la quale diffondere pillole e tutorial video ai tecnici e rivenditori Eidos. La startup del Politecnico che l’ha progettata in questo caso si chiama Sintesi Forma ed anche in questo caso i vantaggi sono quasi ovvi, il costante aggiornamento professionale, la personalizzazione dei corsi somministrati e la possibilità di rilasciare certificati.

Infine anche le innovazioni sul piano dello sviluppo software si sono rivelate preziose alleate di Eidos. In questo caso il progetto della 6° Generazione di marcatori TTO ha previsto il passaggio di alcune competenze relative all’interfaccia uomo-macchina sviluppate dalla startup Flag-MS e messe a frutto all’interno di Eidos per la realizzazione delle interfacce HMI della nuova generazione di macchinari.

Sono tutti esempi questi in cui la possibilità del trasferimento di tecnologie e competenze hanno portato dei vantaggi sia per le Start-up coinvolte che per l’azienda, secondo una logica fortemente win/win.