L’avvio della robotica in ambito industriale viene convenzionalmente fatto risalire al 1978, anno di primo utilizzo del modello SCARA (Selective Compliance Assembly Robot Arm), un robot dal rivoluzionario movimento a quattro assi utilizzato per le applicazioni pick-and-place. Da allora sempre più applicazioni industriali hanno visto l’introduzione dell’utilizzo della robotica all’interno dei processi di lavorazione. Una accelerazione decisiva la stiamo vivendo in questi ultimi anni, grazie all’innovazione portata dall’Industria 4.0 ed alla riduzione dei costi delle apparecchiature che ha portato la robotica anche all’interno delle aziende di dimensioni minori. Le nostre aziende hanno quindi sempre più sistemi automatici e sono tecnologicamente sempre più avanzate anche perché “robotizzate”. Ma siamo sicuri che la robotica sia sempre la strada giusta? Molti settori industriali si sono avvantaggiati di questo tipo di innovazione, in particolari quelli che della robotica hanno saputo sfruttare gli aspetti migliori, tra questi anche quello dell’etichettatura, settore strategico all’interno del b2b, soprattutto nella logistica, che richiede precisione, velocità e flessibilità. Tradizionalmente i robot industriali sono sempre stati destinati allo svolgimento di lavori sporchi o pericolosi, ma esistono comunque processi che richiedono la combinazione tra il lavoro ripetitivo e preciso di un robot ed il libero arbitrio dell’essere umano. Per questo dagli anni Novanta in poi si è fatta avanti la definizione di COBOT (collaborative robot). Un tipo di robot che interagisce con un operatore in uno spazio lavorativo. I robot in questo caso non lavorano più in maniera autonoma ma sono inseriti in un processo di cui fa parte anche l’uomo. I robot, anzi i co-bot, si inseriscono dunque in uno spazio collaborativo, ed oggi si contano in media 74 unità robotiche ogni 10.000 dipendenti. Molto spesso si associa l’utilizzo del COBOT ad un concetto di sicurezza innata, ma questo non è necessariamente vero, in quanto contrariamente alla percezione comune non è detto che questi robot siano intrinsecamente sicuri. Lo standard ISO/TS 15066 richiede di rispettare diversi parametri relativi alla sicurezza, tra cui la guida manuale, il monitoraggio di velocità e la separazione o la limitazione di forza e potenza.

Questo significa che i COBOT non necessariamente eliminano il rischio di infortuni sul lavoro, in quanto molti dei parametri elencati sopra dipendono dal tipo di applicazione e dalla relativa programmazione del COBOT e non da una sua fantomatica sicurezza intrinseca. Questa considerazione è da tenere a mente in tutti settori, anche e soprattutto nell’etichettatura. Perché se il COBOT fa un movimento troppo veloce o si muove in un raggio di azione troppo ampio e ferisce un operatore ecco che i vantaggi della nuova tecnologia vanno in secondo piano.

Dal punto di vista delle normative di sicurezza quell’area va messa in sicurezza con un conseguente aumento di costi relativi a sensori e protezioni, vanificando o riducendo gli eventuali vantaggi portati dall’introduzione del robot. E’ importante quindi che nel momento in cui un elemento robotico viene introdotto in un processo aziendale l’impresa valuti bene contemporaneamente i vantaggi ed i rischi collegati. I vantaggi in termini di lavorazione restano evidenti e sono la flessibilità e l’ottimizzazione nelle lavorazioni oltre alla crescita della produttività. Nell’etichettatura industriale poi l’efficienza, la precisione, l’affidabilità del processo di produzione e della logistica sono ancora di più elementi strategici. In generale quello dei COBOT rappresenta un sistema di lavoro più “intelligente”, che però impone di applicare questa “intelligenza” a tutte le sfide che la nuova industria si troverà di fronte per i prossimi anni: da quella della sicurezza e dell’effettivo vantaggio economico della robotica a come questa possa essere combinata con la tecnologia dell’identificazione dei prodotti. EIDOS, con la sua vasta esperienza nel mondo dell’identificazione prodotti e dell’applicazione di etichette, è il partner ideale per analizzare le applicazioni ed i bisogni dei clienti e quindi fornire la soluzione più adatta, qualsiasi sia la tecnologia che si andrà ad utilizzare: applicatori tradizionali pneumatici, elettrici o COBOT.