Tracciabilità nella filiera agro-alimentare: quando, come e perché

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Tracciabilità nella filiera agro-alimentare: quando, come e perché

 

Il 3 ottobre il Ministero della Salute ha pubblicato un richiamo per il ritiro dal mercato del lotto LA8312BR di croissant a lievitazione naturale con crema al latte Bauli. Il ritiro, in via precauzionale, è stato causato dalla presenza di Salmonella spp. Il Ministero avverte di non consumare il prodotto e di riconsegnare, eventualmente, i prodotti acquistati.
Il lotto di merendine, in confezioni da 300 grammi contenenti sei croissant da 50 grammi, è stato prodotto nello stabilimento di Castel D’Azzano (Verona) con scadenza 30 Novembre 2018. Bauli SpA ha fatto sapere, tramite comunicato stampa, che il ritiro è avvenuto in via del tutto precauzionale e non riguarda altri prodotti. L’azienda comunica anche che visto il processo termico di cottura adoperato il rischio effettivo di contaminazione microbiologica è improbabile. Tuttavia il prodotto non è presente al momento sul mercato.
Ma di cosa si tratta quando si parla di rischio salmonella? Stiamo parlando di un batterio che causa infezioni che si trasmettono tramite alimenti. Il cibo infetto solitamente non presenta modifiche di organolettiche e gustative per questo è importante il controllo tempestivo per impedire la trasmissione dell’infezione.

Il ritiro, dal mercato nazionale o addirittura internazionale, di prodotti alimentari potenzialmente dannosi è una notizia che a cadenza mensile leggiamo tra le pagine cartacee e virtuali dei siti d’informazione.
Con lo sviluppo e il consolidamento dei mercati globali, la filiera prima corta ora è fatta di molti passaggi, chiedersi da dove provenga la frutta o la carne che acquistiamo diventa necessario. In seguito ad alcuni scandali susseguitesi negli anni, come il morbo della mucca pazza e la carne con diossina, si è reso necessario un intervento comunitario di protezione sanitaria. Inoltre il consumatore è diventato più esigente nel conoscere qualità e l’origine dei prodotti alimentari. Quali sono i metodi scientifici usati per tutelare la salute dei consumatori?

Negli anni Novanta viene importato in Europa un metodo di controllo tramite prevenzione della salubrità dei cibi, utilizzato in America per esaminare gli alimenti degli astronauti della Nasa. Esattamente nel 1993 con la Direttiva comunitaria 1993/43/CEE viene introdotto l’HACCP, Hazard Analysis and Critical Control Points, una serie di procedure che si basano sul monitoraggio di punti di lavorazione del prodotto in cui potrebbe esserci contaminazione biologica, chimica, fisica. Questa novità cambia l’approccio legislativo, non più repressivo ma orientato alla responsabilizzazione dell’operatore agro-alimentare attraverso le ispezioni e i controlli del personale addetto, eventuali sanzioni nel caso in cui non vengano rispettate i controlli nei punti critici dei processi produttivi.

Nel 2000 il “Libro Bianco sulla sicurezza alimentare”, delinea le azioni necessarie per garantire un elevato livello di sicurezza alimentare. A questo viene aggiunta la pubblicazione del regolamento CE n.178 del 2002 per assicurare una linea più centralizzata viste le discrepanze di operato nei vari Paesi europei. Nasce in questa occasione l’importanza del concetto di tracciabilità della filiera per garantire ad ogni cittadino europeo lo stesso livello di prevenzione e controllo degli alimenti. Dal 2005, anno di entrata in vigore del regolamento, gli operatori del settore devono fornire obbligatoriamente indicazioni sulle origini dei prodotti e su chi è intervenuto in ogni fase della filiera. Un codice alfanumerico sulle confezioni di frutta, verdura, carne, uova e altro, ne indica la tracciabilità garantendoci tutte le informazioni su provenienza metodi di produzione, trasferimento e commercializzazione. Tale controllo e documentazione della filiera permette il processo della rintracciabilità che i consumatori dovrebbero esigere prima di acquistare un alimento. Tracciabilità e Rintracciabilità sono quindi inscindibili come doveri delle istituzioni e diritti del cittadino. È l’etichetta che rende palesi i due processi e si configura come lo strumento imprescindibile e di fondamentale importanza.
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